Seneca - � difficile essere immuni dai vizi

Seneca - � difficile essere immuni dai vizi

Brani scelti: SENECA, De otio, I secolo d.C.

Tutti sono d'accordo nel ritenere che, vivendo in societ�, � difficile essere immuni dai vizi, e allora, se non abbiamo altro mezzo per salvarci da essi, isoliamoci: gi� questo solo fatto ci render� migliori. D'altronde chi c'impedisce, pur vivendo appartati, di avvicinare uomini virtuosi e ricavarne un esempio su cui modellare la nostra esistenza? E ci� non � possibile se non in una vita tranquilla, lontana dalle pubbliche faccende: solo cos� potremo mantenere fermi i nostri propositi, non avendo accanto nessuno che, sollecitato dalla grande massa che gli sta intorno, possa distoglierci dalla nostra decisione, ancora instabile, all'inizio, e perci� facile a sgretolarsi. Allora s� la nostra vita potr� procedere uniforme e costante, perch� non turbata dalle idee pi� diverse e contrastanti. Pergiunta, come se gi� non bastassero i numerosi mali che ci affliggono, passiamo da un vizio all'altro, e questo � il guaio peggiore: restassimo almeno attaccati a un vizio solo, quello che ci � pi� familiare e che abbiamo ormai sperimentato!

Cos� a questo inconveniente si aggiunge pure il tormento che ci rode nel constatare come le nostre scelte, oltre che cattive, siano anche incostanti. Siamo sballottati di qua e di l� come dai flutti o dal vento, ed ora ci attacchiamo ad una cosa, ora ad un'altra, lasciamo ci� che avevamo cercato e ricerchiamo ci� che avevamo lasciato, in un altalenante avvicendarsi di desideri e pentimenti. Questo perch� dipendiamo sempre dalle opinioni degli altri, ci sembra migliore ci� che ha un gran numero di aspiranti e di elogiatori e non ci� che va lodato e ricercato per il suo intrinseco valore, cos� come una strada la giudichiamo buona o cattiva non di per se stessa ma dalla quantit� delle impronte e dal fatto che fra di queste non ce ne sia nessuna che torni indietro.