Primo Levi - Il superstite

Primo Levi - Il superstite

Poesie scelte: PRIMO LEVI, Ad ora incerta (Milano, Garzanti 1984).

Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia in petto il cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia,
Tinti di morte nei sonni inquieti:
A notte menano le mascelle
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c'�.
"Indietro, via di qui, gente sommersa,
Andate. Non ho soppiantato nessuno,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno � morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non � mia colpa se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni".

4 Febbraio 1984