Henri-Fr�d�ric Amiel - Chiaro di luna

Brani scelti: HENRI-FREDERIC AMIEL, Grani di miglio, 1854.
Sono le dieci di sera. Un chiaro di luna strano e raccolto, con una fresca brezza di settembre e un cielo attraversato da alcune nubi, rende incantevole a quest'ora la nostra terrazza. � Questi raggi dolci e pallidi lasciano cadere dallo zenit una penetrante pace rassegnata: � come la gioia calma o il sorriso pensoso dell'esperienza con un certo vigore stoico. Le stelle brillano; le fronde fremono sotto riflessi argentei. Non un rumore nella campagna; ampie ombre s'inabissano sotto i verdi viali e alla curva delle scale. Tutto � furtivo, misterioso, solenne. Ora notturna, c'� poesia nel tuo silenzio e malinconia nella tua grazia solitaria; tu m'intenerisci il cuore e lo consoli; tu ci parli di tutto quello che non esiste pi� e di tutto quello che deve morire, ma ci dici: �Coraggio!� e ci prometti il riposo.
da La Rivista

La biblioteca faceta di Vinzenzo Belando
Maramaldeggiando tra libri introvabili� Mi viene fatto di pensare: e se fosse un Lettore, esterno a me, a leggere un libro in cui si parla di me? Io sarei "idea" del Lettore che legge un libro in cui si parla di me. Ed in questo preciso momento il Lettore che legge di me si immagina me che scrivo di un Lettore che legge un libro in cui si parla di ...






