Giacomo Leopardi - Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto

Brani scelti: GIACOMO LEOPARDI, Zibaldone, 1817-1832 (stampato postumo).
Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. Eccetto quelle che sono piacevoli per se stesse e nell'atto (e sono ben poche, e il piacere che danno è sommamente inferiore all'aspettazione), tutte le altre non sono dilettevoli se non fatte con uno scopo e una speranza e un'aspettativa di cosa non presente e che debba seguirne.
Se bene molte di queste, o perché lo scopo si venga conseguendo a ogni tratto, come nello studio, o perché lo scopo sia tanto inerente e immedesimato con lei, che appena si lasci distinguere, sogliono esser confuse colle azioni dilettevoli per se stesse, quando non dilettano se non in quanto sono indirizzate a quel fine e a quella speranza, tolte le quali cose restano indifferenti o noiose, come si può vedere considerando la stessa azione in due diversi individui.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Il primo esempio di critica letteraria: Giuseppe Baretti - La frusta letteraria - 1763/65 (raro)
ARISTARCO SCANNABUE (PSEUD. DI GIUSEPPE BARETTI). La frusta letteraria. In Roveredo (ma Venezia), s.n. (ma Zatta), 1763-64 (per i numeri I-XXV) e Trento (ma Ancona), s.n., 1765 (per i numeri XXVI-XXIII) SCHEDA COMPLETA
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