Gabriele D'Annunzio - I pastori

Poesie scelte: GABRIELE D'ANNUNZIO, Alcyone (Milano, Treves 1903).
Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.
Ah perché non son io cò miei pastori?
da La Rivista

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Brani scelti: DANTE ALIGHIERI, La Divina Commedia, Inferno, canto IX. [Canto nono, ove tratta e dimostra de la cittade c'ha nome Dite, la qual si � nel sesto cerchio de l'inferno e vedesi messa la qualit� de le pene de li eretici; e dichiara in questo canto Virgilio a Dante una questione, e rendelo sicuro dicendo s� esservi stato dentro altra f...
Libri antichi di letteratura
Le Satire di Aulo Persio Flacco e Decimo Giunio Giovenale: Sulpiciae Satyrarum - Paris, Barbou 1776
PERSIUS FLACCUS AULUS - IUVENALIS DECIMUS IUNIUS. Auli Flacci Persii, D. Juvenalis, et Sulpiciae Satyrarum. Nova editio diligenter recognita. Parisiis, typis J. Barbou, via Mathurinensium, 1776SCHEDA COMPLETA
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