Friedrich Nietzsche - Il giudizio altrui

Brani scelti: FRIEDRICH NIETZSCHE, Umano troppo umano, 1878.
Chi sta sempre a orecchiare come egli venga giudicato, ha sempre dispiaceri. Perché noi veniamo giudicati falsamente già da quelli che ci stanno più vicini («che ci conoscono meglio»). Anche i buoni amici lasciano sfuggire talvolta in una parola invidiosa la loro discordanza; e sarebbero nostri amici se ci conoscessero esattamente?
I giudizi degli indifferenti fanno molto male, perché suonano così imparziali, quasi oggettivi. Ma se ci accorgiamo poi che qualcuno che ci è nemico ci conosce, in un punto tenuto segreto, così bene come ci conosciamo noi stessi, com'è grande allora il nostro dispetto!
da La Rivista

Giuseppe Ungaretti - Di luglio
Poesie scelte: GIUSEPPE UNGARETTI, Sentimento del tempo (Firenze, Vallecchi 1943).

Libri, biblioteche e futuro della cultura in Italia. Intervista a Oliviero Diliberto
Caro Diliberto, � difficile iniziare questa breve intervista senza accennare al caso Girolamini. Che idea si � fatto e soprattutto ritiene si tratti solo di un episodio isolato, oppure la situazione di alcune biblioteche italiane � davvero fuori controllo?L'idea che mi sono fatto, purtroppo, � disastrosa. Siamo di fronte ad un direttore nominato, p...





