Ugo Foscolo - Ultime lettere di Jacopo Ortis - 29 Maggio 1798 (alba e sera)

Brani scelti: UGO FOSCOLO, Le ultime lettere di Jacopo Ortis (Colli Euganei, 29 Maggio 1798 - alba e sera).
29 Maggio, all'alba
O illusione! perch� quando ne' miei sogni quest'anima � un paradiso, e Teresa � al mio fianco, e mi sento sospirar su la bocca, e - perch� mi trovo poi un vuoto, un vuoto di tomba? Almen que' beati momenti non fossero mai venuti, o non fossero fuggiti mai! - questa notte io cercava brancicando quella mano che me l'ha strappata dal seno: mi parea d'intendere da lontano un suo gemito; ma le coltri molli di pianto, i miei capelli sudati, il mio petto ansante, la fitta e muta oscurit� - tutto tutto mi gridava: Misero, tu deliri! Spaventato e languente mi sono buttato boccone sul letto abbracciando il guanciale, e cercando di tormentarmi nuovamente e d'illudermi.
Se tu mi vedessi stanco, squallido, taciturno errar su e gi� per le montagne e cercar di Teresa, e temer di trovarla, sovente brontolar fra me stesso, chiamare, pregarla, e rispondere alle mie voci: arso dal Sole mi caccio sotto una macchia e m'addormento o vaneggio - ahi che sovente la saluto come se la vedessi, e mi pare di stringerla e di baciarla - poi mi svanisce, ed io tengo gli occhi inchiodati sui precipizj di qualche dirupo. S�! conviene ch'io la finisca.
29 Maggio, a sera
Fuggir dunque, fuggire: ma dove? credimi, io mi sento malato: appena reggo questo mio corpo per potermelo strascinare sino alla villa, e confortarmi in quegli occhi e bere un altro sorso di vita, forse ultimo - ma senz'essa vorrei pi� questo inferno? Dianzi l'ho salutata per andarmene; non rispose - scesi le scale; ma non poteva scostarmi dal suo giardino: e - lo credi? la sua vista mi d� soggezione. Vedendola poi scendere con sua sorella ho tentato di tirarmi sotto una pergola e fuggirmene. La Isabellina ha gridato: Viscere mie, viscere mie, non ci avete vedute? Colpito quasi da un fulmine mi sono precipitato sopra un sedile; la ragazza mi s'� gettata al collo carezzandomi, e dicendomi all'orecchio: Perch� taci sempre? Non so se Teresa m'abbia guardato; spar� dentro un viale. Dopo mezz'ora torn� a chiamare la ragazza che stava ancora fra le mie ginocchia, e m'accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parl�, ma mi ammazz� con un'occhiata quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta cos�.







