Ugo Foscolo - Ultime lettere di Jacopo Ortis - 26 Ottobre 1797

Brani scelti: UGO FOSCOLO, Le ultime lettere di Jacopo Ortis - Da' Colli Euganei, 26 Ottobre 1797.
La ho veduta, o Lorenzo, la divina fanciulla; e te ne ringrazio. La trovai seduta miniando il proprio ritratto. Si rizz� salutandomi come s'ella mi conoscesse, e ordin� a un servitore che andasse a cercar di suo padre. Egli non si sperava, mi diss'ella, che voi sareste venuto; sar� per la campagna; n� star� molto a tornare. Una ragazzina le corse fra le ginocchia dicendole non so che all'orecchio. � un amico di Lorenzo, le rispose Teresa, � quello che il babbo and� a trovare l'altr'jeri. Torn� frattanto il signor T***: m'accoglieva famigliarmente, ringraziandomi che io mi fossi sovvenuto di lui. Teresa intanto, prendendo per mano la sua sorellina, partiva. Vedete, mi diss'egli, additandomi le sue figliuole che uscivano dalla stanza; eccoci tutti. Profer�, parmi, queste parole come se volesse farmi sentire che gli mancava sua moglie. Non la nomin�. Si ciarl� lunga pezza. Mentr'io stava per congedarmi, torn� Teresa: Non siamo tanto lontani, mi disse; venite qualche sera a veglia con noi.
Io tornava a casa col cuore in festa. - Che? lo spettacolo della bellezza basta forse ad addormentare in noi tristi mortali tutti i dolori? vedi per me una sorgente di vita: unica certo, e chi sa! fatale. Ma se io sono predestinato ad avere l'anima perpetuamente in tempesta, non � tutt'uno?
da La Rivista
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