Fausto Maria Martini - Venerd� Santo

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Poesie scelte: FAUSTO MARIA MARTINI (1886-1931), Venerd� Santo.

Nulla, credi, � pi� dolce per i nostri
occhi di questo giorno senza sole,
con i monti velati di viole
perch� la primavera non si mostri:
Venerd� Santo! E ieri sera tu
ti rimendavi quest'abito, tutto
grigio, un abito come a mezzo lutto
per la morte del povero Ges��
Traevi dalla tua cassa di noce
qualche grigio merletto secolare:
cos� vestita, accoglier� l'altare
la buona amante con le mani in croce�
Prega per me, prega per te, pel nostro amore,
per nostra cristiana tenerezza,
per la casa malata di tristezza,
e per il grigio Venerd� che muore:
Venerd� Santo, entrato in agonia,
non ha la sua campana che lo pianga�
come un mendico, cui nulla rimanga,
rassegnato si muore sulla via�
Prega, e ricorda nella tua preghiera
tutte le cose che ci lasceranno:
anche il ramo d'olivo che l'altr'anno
ci don�, per la Pasqua, Primavera.
Quante volte l'olivo benedetto
vide noi moribondi nel piacere,
e vide le nostre due anime, in nere
vesti, per noi pregare a capo al letto!
E pregavamo, come se morisse
qualcuno: un poco, sempre, morivamo:
Ma sempre sull'aurora nuova, il ramo
d'olivo i lieti amanti benedisse!
Ora col nuovo tu lo cambierai:
anche devi pregare per gli specchi
velati, per i libri, per i vecchi
abiti che tu pi� non vestirai�
� sera: un riso labile si perde
sulle tue labbra, mentre t'inginocchi:
io guardo, dietro la veletta, gli occhi�
due perle nere in una rete verde.