Camillo Sbarbaro - Afa di Luglio

Poesie scelte: CAMILLO SBARBARO, Resine (Genova, Caimo 1911).
Afa di luglio. Il canto che non varia
delle cicale; il ciel tutto turchino;
intorno a me, nel gran prato supino,
due fili d'erba immobili nell'aria.
Un sopor dolce, una straordinaria
calma m'allenta i muscoli. Persino
dimentico di vivere. Mi chino
coi labbri ad una bocca immaginaria…
E sento come divenute enormi
le membra. Nel torpore che lo lega,
mi pare che il mio corpo si trasformi.
Forse in macigno. Rido. Poi mi butto
bocconi. Nell'immensa afa s'annega
con me la mia miseria, il mondo, tutto.
da La Rivista

Erasmo da Rotterdam - Elogio della follia (Parla la follia, I)
Brani scelti: ERASMO DA ROTTERDAM, Elogio della follia (Parla la follia, I).[Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi]

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