Arthur Schopenhauer - Gli uomini superbi e vanitosi

Brani scelti: ARTUR SHOPENHAUER, Parerga e paralipomena, 1851.
La superbia è la convinzione, già esistente, della propria superiorità in un senso o nell'altro; la vanità è invece, il desiderio di suscitare quella convinzione negli altri, accompagnato, per lo più, dalla segreta speranza di poterla poi fare anche propria.
Cosi, la superbia è una grande stima di sé stessi che procede dal proprio interno, ed è quindi diretta, mentre la vanità è un'aspirazione a ottenerla dal di fuori, cioè indirettamente. In conformità con ciò, la vanità rende loquaci, e la superbia rende taciturni.
Ma il vanitoso dovrebbe sapere che quell'alta opinione degli altri, alla quale aspira, è assai più facile a ottenersi con un assiduo silenzio che col parlare, quand'anche uno avesse da dire le cose più belle.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
L'opera di Orazio in una bella edizione Barbou: Horatius - Carmina (Satyrarum, Epistolae...) - 1775
HORATIUS FLACCUS QUINTUS. Carmina [et Satyrarum, Epistolae, De arte poetica, Epodon, Carmen saeculare] detersis recentibus plerumque maculis, nitori suo restituta. Nova editio. Parisiis, typis J. Barbou, via Mathurinensium, 1775SCHEDA COMPLETA
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