Antonio Gramsci - Perch� uno sciacallo fu fatto re

Brani scelti: ANTONIO GRAMSCI, Favole di libertà (Firenze, Vallecchi 1980).
Nella giungla si erano uniti in clan, per poter cacciare con più profitto e meno pericolo, e babbuini e lupi e leopardi ed altre bestie di vario pelo e colore. Tra di loro però si era intrufolato un piccolo sciacallo che mangiava i rifiuti e spolpava le ossa dei succulenti banchetti.
Era sopportato perché nella giungla lo sciacallo è temuto da tutti come diffusore di idrofobia e di malattie infettive, ma l'irritazione e il malcontento era grande e tutti del “clan” avrebbero benedetto la buona occasione che li avesse liberati dal poco piacevole socio.
Fu una scimmietta molto accorta e giudiziosa che trovò la via di scampo: “Perché non lo facciamo nostro re? – propose in una privata assemblea da lei appositamente convocata – lo potremmo così collocare nella sua nicchietta, ben pasciuto e immunizzato dalla sua stessa autorità, e noi non avremmo più a soffrire del contatto da pari a pari con chi ci fa continuamente rabbrividire e drizzare il pelo. Potrà fare collezione di tutti i cocci colorati e le cartine inargentate che troveremo nelle nostre incursioni, di cui gli faremo doveroso omaggio, e così saremo tranquilli”.
da La Rivista
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