Alessandro D'Avenia - I cinque rimpianti di una vita

Brani scelti: ALESSANDRO D'AVENIA, Ci� che inferno non � (Milano, Mondadori 2014).
Cinque sono le cose che un uomo rimpiange ... E non sono mai quelle che consideriamo importanti durante la vita:
1) La prima sar� non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative degli altri. Cadr� la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.
2) Il secondo rimpianto sar� aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non � mai arrivato perch� non esisteva se non nella nostra testa, trascurando legami e relazioni. Vorremmo chiedere scusa a tutti, ma non c'� pi� tempo.
3) Per terzo rimpiangeremo di non aver trovato il coraggio di dire la verit�. Rimpiangeremo di non aver detto abbastanza "ti amo" a chi avevamo accanto, "sono fiero di te" ai figli, "scusa" quando avevamo torto, o anche quando avevamo ragione. Abbiamo preferito alla verit� rancori incancreniti e lunghissimi silenzi.
4) Poi rimpiangeremo di non aver trascorso tempo con chi amavamo. Non abbiamo badato a chi avevamo sempre l�, proprio perch� era sempre l�. Eppure il dolore a volte ce lo aveva ricordato che nulla resta per sempre, ma noi lo avevamo sottovalutato come se fossimo immortali, rimandando a oltranza, dando la precedenza a ci� che era urgente anzich� a ci� che era importante. E come abbiamo fatto a sopportare quella solitudine in vita? L'abbiamo tollerata perch� era centellinata, come un veleno che abitua a sopportare dosi letali. E abbiamo soffocato il dolore con piccolissimi e dolcissimi surrogati, incapaci di fare anche solo una telefonata e chiedere come stai.
5) Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati pi� felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ci� che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall'abitudine, dall'accidia, dall'egoismo, invece di amare come i poeti, invece di conoscere come gli scienziati. Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori. Quello che l'adolescente scorge nell'addensarsi del suo corpo: promesse. Quello che il giovane spera nell'affermarsi della sua vita: amori.
da La Rivista
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