Tito Livio - Le Deche delle historie romane - Venezia, Giunti 1554 (bellissima edizione in folio)
Le Deche delle historie romane, tradotte nella lingua toscana da M. Iacopo Nardi ... et nuovamente dal medesimo gia la terza volta rivedute, et emendate; con le postille parimente ampliate nelle margini del libro che dichiarano molti vocaboli delle cose vecchie, pi� degne di cognizione, et molti nomi di paesi, et di citt�, fiumi, monti, o luoghi illustrati co nomi moderni. Et appresso, la valuta delle monete romane, ridotta al pregio di quelle de tempi nostri. Con la tavola de re, consoli. Indice copiosissimo, hora con nuovo modo ordinato. In Venetia, nella Stamperia de Giunti, 1554.
Cm. 32, cc. (4) 38, 485 [ultima carta bianca mancante]. Bellissimo marchio tipografico giuntino al frontespizio, ripetuto al colophon. Bella ed elegante legatura di inizi Ottocento in piena pelle; dorso a 4 ampi nervi decorati, con titoli e ricchi fregi in oro agli scomparti. Piatti inquadrati da filetto dorato con fregi impressi a secco. Tagli spruzzati. Timbretto di biblioteca privata alle carte di guardia e traccia di antiche firme di possesso al frontespizio. Trascurabili arrossature limitate a poche carte, antico e piccolo restauro all'angolo bianco dell'ultima carta. Esemplare di non comune freschezza e ottimamente conservato. Rara edizione giuntina in folio delle celebri Deche di Tito Livio tradotte in volgare dal fiorentino Iacopo Nardi (1473-1563). L'opera contiene ciò che è sopravvissuto (ovvero la prima decade, la terza, la quarta e meta della quinta) del monumentale e celeberrimo lavoro intitolato Ab Urbe Condita, originariamente composto di 142 libri dedicati alla storia di Roma, dalla fondazione fino al 9 a.C. Il testo dell'opera è preceduto da una nota rivolta al lettore ove sono spiegati i criteri filologici seguiti nel lavoro di traduzione. Rispetto alla prima del 1540, la presente edizione è arricchita di un ampio indice delle Deche, da una Tavola de Re, et Consoli, da un indice dei Vocaboli Toscani in diversi luoghi usati dal Traduttore e infine da una raccolta Sentenze e Detti Notabili estratti dall'opera di Livio. “È questa la più pregevole edizione di questa niente meno pregevole traduzione (del Nardi), per le aggiunte, promesse nel titolo, e mantenute tutte nel principio del libro" (Paitoni). "Traduction estime, dont la premire dition de Venise, Giunti, 1540, est fort infrieure celle-ci." (Brunet, III, 1112). Cfr. Iccu; Camerini, 606; Adams, L-363; Paitoni, II, p. 212.
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