Umberto Eco - Il bene di un libro sta nell'essere letto

Brani scelti: UMBERTO ECO, Il nome della rosa, (Milano, Bompiani, 1980).
Ed � lussuria di libri quella di Bencio [...] "Lo so", mormorai mio malgrado. Guglielmo fece finta di non avere udito. Ma, come continuando il suo discorso disse: "L'amore vero vuole il bene dell'amato." "Non sar� che Bencio vuole il bene dei suoi libri (ch� oramai sono anche suoi) e pensa che il loro bene sia restare lontano da mani rapaci?" Domandai.
"Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro � fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi � muto. Questa biblioteca � nata forse per salvare i libri che contiene, ma ora vive per seppellirli. Per questo � diventata fomite di empiet�.Il cellario ha detto di aver tradito. Cos� ha fatto Bencio. Ha tradito. Oh che brutta giornata, mio buon Adso."







