Nikolaj Gogol' - Quel che gli dava gusto, non era ci� che veniva leggendo, ma piuttosto la lettura in s�

Brani scelti: NIKOLAJ GOGOL,� Le anime morte, 1842.
Quanto al carattere, era piuttosto taciturno che chiacchierone; aveva, inoltre, una nobile inclinazione a istruirsi, cio� a leggere libri, del contenuto dei quali non stava a darsi pensiero. Per lui era completamente indifferente che si trattasse delle avventure d'un eroe innamorato, d'un semplice abbici, o d'un libro d'orazioni: leggeva tutto colla stessa attenzione; se gli avessero posto innanzi della chimica, neppure questa avrebbe rifiutato. Quel che gli dava gusto, non era ci� che veniva leggendo, ma piuttosto la lettura in s�, o per dir meglio, il processo stesso della lettura, per cui ecco, dalle lettere immancabilmente vien fuori una certa parola, la quale, a volte, sa il diavolo che cosa vorr� dire. Questo processo del leggere si svolgeva per lo pi� in posizione orizzontale, nell'anticamera, sul lettuccio, e pi� precisamente sul materasso, che era diventato, in seguito a tale circostanza, schiacciato e sottile come un brigidino.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Angelo Poliziano - L'elegantissime stanze & La favola di Orfeo - Padova, Giuseppe Comino 1749/51
POLIZIANO ANGELO. L'elegantissime stanze incominciate per la giostra del magnifico Giuliano di Piero de' Medici. Edizione seconda padovana adornata della vita dell'Autore scritta dal Serassi. In Padova, presso Giuseppe Comino, 1751SCHEDA COMPLETA
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