Gabriele D'Annunzio - Se bene io fossi occupato alla lettura, la mia sensibilit� era straordinariamente vigilante nel silenzio

Brani scelti: GABRIELE D'ANNUNZIO, Giovanni Episcopo (Lettera a Matilde Serao), 1892.
Una sera di gennaio, stando solo in una grande stanza un poco lugubre, io sfogliavo alcune raccolte di note: materiale narrativo in parte gi� adoperato e in parte ancora vergine. Una singolare inquietudine mi teneva. Se bene io fossi occupato alla lettura, la mia sensibilit� era straordinariamente vigilante nel silenzio; e io potei osservare, nel corso della lettura, che il mio cervello aveva una facilit� insolita alla formazione e alla associazione delle imagini pi� diverse. Non era quella la prima volta che accadeva in me il fenomeno, ma mi pareva che mai avesse raggiunto un tal grado d'intensit�. Incominciavo a vedere, in sensazione visiva reale, le apparenze imaginate. E l'inquietudine si faceva, di minuto in minuto, pi� forte.







