F�dor Dostoevskij - La lettura mi aiutava, agitava, dilettava e tormentava

Brani scelti: FEDOR DOSTOEVSKIJ, Memorie del sottosuolo, 1864.
A casa, in primo luogo, pi� che tutto leggevo. Avevo voglia di soffocare con sensazioni esteriori tutto ci� che ribolliva incessantemente dentro di me. E fra le sensazioni esteriori rientrava nelle mie possibilit� soltanto la lettura. La lettura, naturalmente, mi aiutava molto: mi agitava, mi dilettava e mi tormentava. Ma di tempo in tempo mi veniva tremendamente a noia. Avevo pur sempre voglia di muovermi, e tutt'a un tratto mi affondavo in un'oscura, sotterranea, disgustosa, non dico depravazione, ma depravazionucola. Quelle passionucole in me erano acute, cocenti, per via della mia perpetua morbosa irritabilit�. Avevo degli slanci isterici, con lacrime e convulsioni. Oltre la lettura, non avevo dove andare, cio� non c'era nulla che allora io potessi rispettare nel mio ambiente e verso di cui mi sentissi attratto. Per di pi�, mi ribolliva dentro la malinconia; mi veniva un'isterica sete di contraddizioni, di contrasti, cos� mi buttavo alla depravazione.






![Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana) Virginia Woolf - La camera di Giacobbe [La stanza di Jacob] - Milano 1950 (prima edizione italiana)](https://www.libriantichionline.mom/typo3temp/pics/1941f5d0ef.jpg)
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